ANNO 16 n° 99
Est Moda in Rebus, Bentornato John Galliano
>>>>>>> di Mr. Alpha <<<<<<<
14/01/2015 - 00:00

di Mr. Alpha

VITERBO - L’evento clou della settimana della moda maschile londinese è stato rappresentato da un qualcosa che con la moda maschile ha poco a che fare. Ironia della sorte. O forse sarebbe meglio chiamarlo ''humour'' britannico.

Nei giorni dedicati alla moda uomo, ci ha pensato John Galliano a mandare in tilt l’attenzione mediatica dell’intero fashion business mondiale. Dopo oltre tre anni di disintossicazione modaiola, lo stilista di Gibilterra è tornato in grande stile alla guida di Maison Martin Margiela.

Il debutto di Galliano al timone della linea d’Alta Moda ''Artisanal'' del brand belga, ma italiano d’adozione grazie a Renzo Rosso, è avvenuto in un piovoso (e dove sta la novità?) lunedì londinese nel pieno della settimana della moda maschile e a pochi giorni dal via della più grande fiera di settore dedicata all’uomo, il Pitti Immagine di Firenze.

In un momento in cui gli studi creativi dedicati alle collezioni femminili sono attivi a pieno regime per organizzare le prossime sfilate di fine febbraio, Galliano ha mandato in scena 25 incredibili look durante il suo blindassimo show. Tra gli ospiti d’eccezione della grande sfilata abbiamo potuto notare Anna Wintour, Kanye West, Christopher Bailey, Alber Elbaz, Manolo Blahnik e Kate Moss. Solo per citarne alcuni.

Ma veniamo allo show. In questa nuova avventura l’ex direttore di Dior ha mostrato un nuovo lato di sé e un nuovo lato del proprio genio: messi in disparte tutti i vecchi travestimenti degli anni passati a favore di un look più sobrio ed elegante (la scelta di salutare il pubblico a fine sfilata indossando un camicie da “artigiano” ha senza dubbio avuto il suo fascino), anche il lavoro pratico ha beneficiato di questo significativo cambiamento.

Un show senza show, molto sobrio e pulito. Estetica allo stato puro. Più moda e meno glitter. Che poi è la filosofia che da anni va professando il marchio Margiela. Creazioni anni ’20 ispirati ai lavori di Elsa Schiapparelli, materiali di recupero come dettagli che esaltano la perfezione degli forme destrutturate. Gli abiti si alternano tra loro mostrando principalmente tre tonalità: il rosso scarlatto, il terra, il nero. Ed il bianco, quello delle tele.

A fine sfilata, l’ultima uscita ha visto tornare in passerella tutte le modelle con gli scheletri in carta e cotone degli abiti visti durante la presentazione. Come era e come è diventato. In mezzo rimane solo il processo mentale di un genio rimasto troppo tempo lontano da quello che meglio sa fare. E ci scuserete se non scriveremo di quanto visto sulle passerelle maschili, ma sarebbe poco rispettoso nei confronti di Galliano. Sarà per la prossima puntata. Intanto, bentornato John.





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